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Tassonomia degli eventi: nomi e proprietà che restano leggibili

Come dare nomi coerenti agli eventi di analytics, scegliere le proprietà giuste e documentare tutto in un dizionario, per report chiari anche dopo anni.

Dopo un anno di tracciamento senza regole, l'elenco degli eventi di un sito somiglia a un cassetto pieno di cavi: click_bottone, Click Button, cta_home, iscrizione, signup_ok, newsletter-2. Nessuno ricorda chi li ha creati né cosa misurano esattamente. Una tassonomia degli eventi è l'insieme di regole che impedisce questo disordine: come si chiamano gli eventi, quali proprietà li accompagnano, dove sono documentati.

Eventi, proprietà e valori

Conviene fissare subito il vocabolario:

  • evento: un'azione avvenuta in un momento preciso, per esempio «modulo inviato»;
  • proprietà (o parametro): un'informazione che descrive l'evento, per esempio «nome del modulo»;
  • valore: il contenuto della proprietà, per esempio «richiesta preventivo».

L'errore più comune è codificare i valori dentro il nome dell'evento. invio_form_preventivo, invio_form_contatti e invio_form_newsletter sono tre eventi diversi da sommare a mano. form_inviato con la proprietà nome_form è un solo evento, filtrabile in qualunque modo.

Una convenzione per i nomi

Non esiste una convenzione giusta in assoluto, ma ne serve una, applicata sempre. Una scelta diffusa e robusta è:

  • oggetto + azione, al passato o come sostantivo: form_inviato, video_avviato, file_scaricato;
  • minuscole e trattino basso (snake_case), senza spazi né accenti;
  • una sola lingua per tutti i nomi tecnici;
  • verbi da un elenco chiuso: per esempio visualizzato, cliccato, avviato, completato, inviato, fallito.

L'ordine oggetto-azione ha un vantaggio pratico: nell'elenco alfabetico degli eventi, tutti quelli relativi ai moduli finiscono vicini.

form_iniziato
form_inviato
form_fallito
video_avviato
video_completato
file_scaricato

Scegliere le proprietà

Per ogni evento chiediti quali domande vorrai porre. Le proprietà rispondono al «quale», «dove» e «quanto»:

Evento Proprietà Esempio di valore
form_inviato nome_form, posizione preventivo, piè di pagina
file_scaricato nome_file, tipo_file listino-2025, pdf
video_avviato titolo_video, durata_secondi installazione, 245
ricerca_eseguita termini, numero_risultati backup nas, 0

Alcune regole aiutano a mantenere le proprietà pulite:

  • usa gli stessi nomi di proprietà su eventi diversi quando hanno lo stesso significato: posizione ha senso sia per un clic sia per un modulo;
  • preferisci valori da un elenco chiuso a testo libero, quando possibile;
  • indica il tipo di dato, testo, numero o booleano, e non mescolarlo;
  • non inserire mai dati personali: email, nomi, numeri di telefono, identificativi di clienti in chiaro.

Proprietà globali

Alcune informazioni servono su quasi tutti gli eventi: tipo di pagina, lingua del sito, stato di accesso dell'utente (anonimo o autenticato), versione dell'applicazione. Invece di ripeterle nel codice di ogni evento, conviene impostarle una volta come proprietà globali, che lo strumento allega automaticamente. Riduci errori e duplicazioni.

Il dizionario degli eventi

La tassonomia vive in un documento, il dizionario degli eventi o tracking plan. Per ogni evento riporta:

  1. nome esatto;
  2. descrizione in una frase: quando si attiva e quando no;
  3. proprietà con tipo e valori ammessi;
  4. dove è implementato, cioè pagina, componente o file;
  5. data di creazione e di ultima modifica;
  6. responsabile.

La descrizione deve essere precisa. «Si attiva quando l'utente invia il modulo» lascia aperta la domanda: anche se la validazione fallisce? Meglio: «si attiva quando il server conferma la ricezione del modulo». Questa precisione evita discussioni future su numeri che non coincidono.

Rinominare senza perdere la storia

Prima o poi un evento andrà rinominato. Cambiare il nome di colpo spezza le serie storiche: i report mostrano un evento che si ferma e un altro che parte da zero. Un approccio più prudente:

  • per un periodo di transizione invia entrambi i nomi;
  • annota la data del cambio nel dizionario e negli strumenti che supportano annotazioni;
  • dopo la transizione rimuovi il vecchio nome dal codice, ma non dalla documentazione.

Nel mio lavoro preferisco evitare rinomine non indispensabili: un nome imperfetto ma stabile vale spesso più di un nome perfetto che cambia ogni anno.

Revisione periodica

Una volta a trimestre vale la pena confrontare gli eventi effettivamente ricevuti con il dizionario. Emergono sempre sorprese: eventi documentati che non arrivano più, eventi ricevuti che nessuno ha documentato, proprietà con valori inattesi come maiuscole sparse o stringhe vuote.

In sintesi

  • Separa il nome dell'evento dai valori: un evento generico con proprietà vale più di tanti eventi specifici.
  • Adotta una convenzione unica, per esempio oggetto più azione in snake_case, con verbi da un elenco chiuso.
  • Usa proprietà coerenti tra eventi diversi e non inserire mai dati personali.
  • Documenta tutto in un dizionario degli eventi con descrizioni precise.
  • Rinomina con un periodo di transizione e rivedi il dizionario ogni trimestre.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

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