Quando un server di posta riceve un messaggio, uno dei primi controlli che può fare è chiedere a una o più blacklist se l'indirizzo IP del mittente, o i domini contenuti nel messaggio, sono noti per inviare spam. Queste liste, chiamate anche blocklist, sono interrogate tramite DNS: da qui il nome DNSBL. Finirci dentro può far rifiutare la posta da molti destinatari nello stesso momento, ma non tutte le liste hanno lo stesso peso e non tutti gli inserimenti hanno la stessa gravità.
Come funziona una DNSBL
Il meccanismo è semplice. Per verificare l'IP 192.0.2.45, il server destinatario ne inverte gli ottetti e interroga un nome nella zona della lista:
dig +short 45.2.0.192.dnsbl.example.org A
Se la risposta è vuota, l'IP non è in lista. Se la risposta è un indirizzo nel blocco 127.0.0.x, l'IP è presente, e l'ultimo numero spesso indica il motivo dell'inserimento. Molte liste offrono anche un record TXT con una breve spiegazione e un riferimento alla pagina per la rimozione.
Oltre alle liste di IP esistono liste di domini, che controllano i domini contenuti nei link del messaggio o nel mittente. Un dominio in una di queste liste può far finire nello spam un messaggio inviato da un IP impeccabile.
Non tutte le liste sono uguali
Esistono moltissime blacklist, ma solo alcune sono usate da un numero significativo di provider e aziende. Le altre hanno un impatto marginale o nullo. Prima di preoccuparsi, quindi, bisogna capire chi usa la lista in cui si è finiti.
Si possono distinguere per comportamento:
| Tipo di lista | Caratteristiche |
|---|---|
| liste molto usate e ben gestite | criteri chiari, rimozione automatica quando il problema cessa, impatto alto |
| liste di IP dinamici o residenziali | includono interi blocchi di indirizzi domestici che non dovrebbero inviare posta direttamente |
| liste aggressive | inseriscono interi blocchi di un fornitore per il comportamento di pochi clienti |
| liste a pagamento per la rimozione | spesso poco usate; pagare raramente risolve un problema reale |
Gli strumenti online che interrogano decine di liste in un colpo sono utili per una prima verifica, ma il risultato va letto con criterio: un inserimento in una lista che nessuno consulta non spiega un calo di consegna.
Capire il motivo prima di chiedere la rimozione
Un inserimento è un sintomo. Le cause più comuni sono:
- invio a spam trap, per liste acquistate o vecchie;
- account compromesso: una casella con password rubata usata per inviare spam;
- sito web compromesso che invia posta tramite uno script inserito da un attaccante;
- server configurato male, per esempio come open relay o con un modulo web senza protezione;
- picchi di segnalazioni dopo un invio a un pubblico poco coinvolto;
- IP ereditato: un indirizzo nuovo assegnato da un fornitore, già usato da altri in passato.
Le prime quattro sono problemi di sicurezza, non di marketing. Se un server sta inviando spam a tua insaputa, la rimozione dalla lista è l'ultima cosa da fare: prima va trovata e chiusa la falla, altrimenti l'inserimento tornerà in poche ore.
Dove guardare
- i registri del server di posta, cercando volumi anomali, destinatari sconosciuti o account che inviano a orari insoliti;
- la coda dei messaggi in uscita, che spesso contiene migliaia di messaggi bloccati;
- i file del sito, alla ricerca di script recenti che chiamano funzioni di invio;
- i report DMARC, che possono mostrare traffico dal tuo dominio partito da IP che non conosci.
La procedura di rimozione
Una volta risolta la causa:
- leggere la pagina di rimozione della lista e le sue regole: alcune rimuovono automaticamente dopo un certo periodo senza nuovi problemi;
- compilare la richiesta in modo breve e concreto, spiegando cosa è successo e cosa è stato corretto;
- non inviare richieste ripetute o polemiche;
- dopo la rimozione, monitorare per qualche settimana.
Per gli IP condivisi di una piattaforma di invio, la gestione è della piattaforma: il tuo compito è segnalare il problema e verificare che il tuo traffico non sia la causa.
Prevenire
Il monitoraggio periodico delle liste più importanti, su IP e domini, permette di accorgersi di un inserimento prima che lo facciano i clienti. A questo si aggiungono le misure di base: password robuste e autenticazione a più fattori sulle caselle, aggiornamenti del sito, limiti di invio per account, moduli protetti dai bot.
In sintesi
- Le DNSBL si interrogano via DNS e possono riguardare IP o domini contenuti nei messaggi.
- Solo poche liste hanno un impatto reale: conta chi le usa, non quante sono.
- Molti inserimenti nascono da account o siti compromessi, cioè da problemi di sicurezza.
- La rimozione va chiesta solo dopo aver eliminato la causa, con una richiesta breve e concreta.
- Monitoraggio periodico e misure di sicurezza di base prevengono la maggior parte dei casi.