⌕ SEO tecnico

Link interni, profondità di clic e pagine orfane

Come i link interni guidano scansione e importanza delle pagine: profondità di clic, pagine orfane, testo dei link, menu e moduli correlati.

Una sitemap dice al motore quali pagine esistono. I link interni gli dicono come sono collegate e quali contano di più. Un sito con una buona rete di link interni permette al crawler di raggiungere ogni contenuto in pochi passaggi e trasmette in modo chiaro la gerarchia tra le pagine. Un sito con collegamenti poveri o casuali lascia pagine importanti ai margini, anche se sono elencate nella sitemap.

I link interni svolgono tre compiti:

  1. scoperta: il crawler trova nuove pagine seguendo i link da quelle che già conosce;
  2. priorità: una pagina che riceve molti link interni, da pagine importanti, viene percepita come più rilevante;
  3. contesto: il testo del link descrive l'argomento della pagina di destinazione.

La sitemap aiuta la scoperta, ma non sostituisce gli altri due compiti.

La profondità di clic

La profondità di clic è il numero minimo di link da seguire, partendo dalla home, per arrivare a una pagina.

Profondità Esempio
0 home
1 pagine di categoria nel menu principale
2 sottocategorie o articoli in evidenza
3 singoli prodotti o articoli
6 o più contenuti raggiungibili solo sfogliando lunghi archivi

Non esiste una soglia universale, ma in generale le pagine più profonde vengono visitate meno spesso. Se i prodotti principali di un negozio si trovano a profondità sette, perché raggiungibili solo attraverso categorie e pagine di paginazione, c'è un problema di struttura.

Modi per ridurre la profondità:

  • categorie e sottocategorie con un numero equilibrato di elementi;
  • link diretti dalla home alle sezioni e ai contenuti principali;
  • paginazione con link a intervalli, non solo «successiva»;
  • pagine hub che raggruppano i contenuti di un tema;
  • link contestuali tra articoli correlati.

Le pagine orfane

Una pagina orfana è una pagina che esiste, magari è nella sitemap o riceve traffico da campagne, ma non riceve alcun link interno. Nascono in molti modi:

  • landing page create per una campagna e mai collegate;
  • articoli tolti dal menu dopo un redesign;
  • prodotti rimossi dalla categoria ma lasciati online;
  • pagine raggiungibili solo tramite la ricerca interna o i filtri.

Il crawler può scoprirle dalla sitemap o da link esterni, ma le percepisce come poco importanti. Se una pagina orfana ha valore, va collegata; se non ne ha, va valutata la rimozione.

Come trovarle

Le pagine orfane non si trovano con una semplice scansione, perché il crawler, seguendo i link, non le raggiunge per definizione. Serve un confronto:

  1. scansiona il sito partendo dalla home e ottieni l'elenco degli URL raggiungibili;
  2. raccogli l'elenco degli URL noti da altre fonti: sitemap, analytics, strumenti per webmaster, log del server;
  3. gli URL presenti nel secondo elenco ma non nel primo sono orfani.

Molti crawler desktop fanno questo confronto in automatico se si collegano le sitemap e le fonti di dati esterne.

Il testo cliccabile, o anchor text, dovrebbe descrivere la destinazione:

  • «guida alla configurazione del DNS» comunica l'argomento;
  • «clicca qui» o «leggi di più» non comunicano nulla.

Non serve ripetere la stessa parola chiave esatta in ogni link: variazioni naturali sono più utili e più leggibili. Per immagini cliccabili, il testo alternativo svolge la funzione di anchor.

  • Menu principale: deve contenere le sezioni davvero importanti, non tutto. Un menu con centinaia di voci diluisce l'enfasi e pesa sulle prestazioni.
  • Footer: utile per pagine di servizio, ma un footer con decine di link a parole chiave appare artificiale.
  • Breadcrumb: ottimi per la struttura, perché collegano ogni pagina ai suoi livelli superiori.
  • Articoli o prodotti correlati: moduli automatici che creano collegamenti laterali; conviene che siano generati lato server e presenti nell'HTML.

Nel mio lavoro, uno dei controlli più rivelatori è ordinare le pagine per numero di link interni in entrata: spesso le pagine commerciali più importanti hanno meno link di pagine marginali come «privacy» o «contatti».

Controlla che i link siano veri elementi <a> con un attributo href. Link generati solo al clic, menu caricati dopo un'interazione o link con rel="nofollow" interni riducono l'efficacia della rete.

In sintesi

  • I link interni servono a scoperta, priorità e contesto delle pagine.
  • Riduci la profondità di clic delle pagine importanti con hub e link diretti.
  • Trova le pagine orfane confrontando la scansione con sitemap, analytics e log.
  • Usa testi dei link descrittivi e variati, non «clicca qui».
  • Verifica quante pagine importanti ricevono davvero link interni.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

Leggi anche