Un blog con centinaia di articoli, un negozio con migliaia di prodotti, un forum con discussioni lunghissime: prima o poi un elenco va diviso in pagine. La paginazione sembra un dettaglio di interfaccia, ma per un motore di ricerca è spesso l'unica strada per arrivare ai contenuti più vecchi o meno in vista. Se quella strada è interrotta, gli articoli in fondo all'archivio diventano invisibili.
Il compito della paginazione
Le pagine 2, 3, 4 di una categoria raramente sono destinazioni interessanti nei risultati di ricerca. Il loro valore è un altro: contengono i link verso i singoli elementi. Un prodotto elencato solo a pagina 37 di una categoria viene scoperto e rivisitato solo se il crawler riesce ad arrivare fino a lì.
Da qui discendono quasi tutte le regole pratiche.
URL distinti per ogni pagina
Ogni pagina dell'elenco deve avere un URL proprio e stabile:
/categoria/scarpe//categoria/scarpe/page/2/oppure/categoria/scarpe/?page=2
Entrambe le forme funzionano; conta la coerenza. Da evitare:
- paginazione affidata a un frammento, come
#page=2, perché i motori ignorano in genere la parte dopo il cancelletto; - contenuto della pagina successiva caricato solo via JavaScript senza cambiare URL;
- la stessa pagina raggiungibile sia come
/page/1/sia come URL base: la pagina 1 deve coincidere con l'URL della categoria, e/page/1/deve redirigere lì.
Canonical: ognuna verso sé stessa
L'errore più diffuso è far puntare il canonical di tutte le pagine paginate alla prima. Sembra logico, «la categoria è una sola», ma comunica al motore che le pagine 2 e successive sono duplicati della prima. Non lo sono: contengono elementi diversi. Il risultato è che il motore può smettere di considerarle e di seguire i loro link.
La regola corretta:
| Pagina | Canonical |
|---|---|
/scarpe/ |
/scarpe/ |
/scarpe/page/2/ |
/scarpe/page/2/ |
/scarpe/page/3/ |
/scarpe/page/3/ |
L'eccezione legittima è una pagina «mostra tutti» che contiene davvero l'intero elenco e si carica in tempi ragionevoli: in quel caso le pagine paginate possono indicarla come canonica.
Rel next e prev
Per anni si sono usati i tag rel="next" e rel="prev" per descrivere la sequenza. Google ha dichiarato da tempo di non usarli più come segnale per l'indicizzazione; altri motori e alcuni strumenti possono ancora leggerli. Non fanno danni e possono restare, ma non sostituiscono i link normali tra le pagine.
Link veri e scansionabili
Il crawler segue i link <a href>. Un pulsante che chiama una funzione JavaScript senza un URL non è un link. Per ogni pagina è utile avere:
- link alla pagina precedente e successiva;
- link ad alcune pagine vicine e alla prima;
- nei siti molto grandi, link a intervalli più ampi, così che la pagina 50 non disti cinquanta clic dalla prima.
Anche il numero di elementi per pagina incide: elenchi di 10 elementi su 2.000 prodotti producono 200 pagine; elenchi di 48 ne producono meno di 50, e ogni prodotto è più vicino all'inizio.
Scorrimento infinito e «carica altro»
Lo scorrimento infinito è comodo per l'utente, ma il crawler non scorre. Se gli elementi successivi compaiono solo dopo un evento di scroll, per il motore l'elenco finisce ai primi risultati.
La soluzione è costruire lo scorrimento infinito sopra una paginazione tradizionale:
- ogni blocco di risultati corrisponde a un URL di pagina, per esempio
?page=3; - quando l'utente scorre e il blocco successivo si carica, l'URL nella barra degli indirizzi si aggiorna con l'API History;
- nell'HTML sono presenti comunque i link
<a href="?page=4">, magari mostrati in fondo o in un'area di navigazione; - aprendo direttamente
?page=3si vede il contenuto di quel blocco.
Lo stesso vale per il pulsante «carica altro»: se è un vero link verso la pagina successiva, potenziato da JavaScript, funziona per utenti e crawler.
Noindex sulle pagine paginate?
Mettere noindex sulle pagine dalla 2 in poi è una scelta che vedo fare spesso per «pulire l'indice». Il rischio è che, nel tempo, il motore riduca la scansione di pagine stabilmente escluse e quindi segua meno i loro link. Se lo scopo è non farle comparire nei risultati, di solito non serve: raramente competono con la prima. Meglio lasciarle indicizzabili e con titoli distinti, come «Scarpe – pagina 2».
In sintesi
- La paginazione serve soprattutto a far scoprire gli elementi in fondo all'elenco.
- Ogni pagina ha un URL proprio, mai un frammento con il cancelletto.
- Il canonical di ogni pagina punta a sé stessa, non alla prima.
- I link tra le pagine devono essere veri
<a href>scansionabili. - Scorrimento infinito e «carica altro» vanno costruiti sopra URL paginati reali.