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Navigazione a faccette: filtri e parametri senza esplosione di URL

Come gestire filtri e ordinamenti di un catalogo senza generare milioni di URL: quali combinazioni indicizzare, quali bloccare e quali tecniche usare.

I filtri di un catalogo sono una comodità per l'utente e un rischio per la SEO. Colore, taglia, marca, prezzo, materiale, ordinamento, numero di risultati per pagina: ogni opzione moltiplica le combinazioni possibili. Con dieci filtri da cinque valori ciascuno si superano facilmente i milioni di URL, quasi tutti inutili per chi cerca. La navigazione a faccette va quindi progettata, non lasciata crescere da sola.

Il problema in numeri semplici

Immagina una categoria «scarpe» con questi filtri:

  • colore: 8 valori;
  • taglia: 12 valori;
  • marca: 15 valori;
  • ordinamento: 4 opzioni.

Se ogni combinazione genera un URL, e i filtri si possono anche sommare e disporre in ordine diverso, il numero di indirizzi cresce in modo combinatorio. Il crawler, seguendo i link dei filtri, si perde in questo spazio, mentre le schede prodotto vere restano visitate di rado.

Distinguere le faccette utili da quelle inutili

Non tutte le combinazioni sono da eliminare. Alcune corrispondono a ricerche reali e meritano una pagina indicizzabile; altre servono solo all'utente già sul sito.

Tipo di faccetta Esempio Indicizzare?
Attributo con domanda di ricerca scarpe da trekking uomo sì, come pagina dedicata
Marca all'interno di categoria stivali di una marca spesso sì
Taglia o numero scarpe taglia 42 di solito no
Ordinamento prezzo crescente no
Numero di risultati per pagina 48 per pagina no
Combinazioni di tre o più filtri rosso, 42, pelle, offerta quasi mai

Il criterio è semplice: una combinazione merita una pagina indicizzabile solo se qualcuno la cerca e se il catalogo ha abbastanza prodotti da renderla utile.

Le tecniche a disposizione

Pagine statiche per le combinazioni di valore

Le faccette utili diventano pagine vere: URL pulito, titolo e descrizione propri, testo introduttivo, link dalla navigazione. Per esempio /scarpe/trekking-uomo/ invece di /scarpe?tipo=trekking&genere=uomo.

Filtri che non creano URL scansionabili

Per le faccette senza valore di ricerca si può aggiornare il contenuto senza generare un link seguibile, per esempio con elementi di modulo invece che con <a href>, oppure inserendo i parametri dopo il simbolo #, che non viene considerato parte dell'URL ai fini della scansione. L'utente filtra normalmente, il crawler non vede nuovi indirizzi.

Blocco in robots.txt

Per i parametri che non devono essere scansionati, come ordinamento o numero di risultati, una regola con caratteri jolly è efficace:

User-agent: *
Disallow: /*?*ordina=
Disallow: /*?*per_pagina=

È lo strumento più efficace per risparmiare scansioni, ma va usato su URL mai indicizzati: un URL bloccato non può comunicare né noindex né canonical.

Noindex

Mettere noindex sulle combinazioni deboli le toglie dall'indice, ma il crawler continua a visitarle. È utile come soluzione di transizione o quando non si può intervenire sul codice dei link.

Canonical

Un canonical dalla combinazione filtrata alla categoria principale funziona solo se il contenuto è sostanzialmente lo stesso. Una pagina «scarpe rosse» mostra prodotti diversi da «scarpe»: il motore potrebbe ignorare il suggerimento. Meglio riservarlo a varianti quasi identiche, come l'ordinamento diverso.

Regole di costruzione degli URL

Anche quando i filtri generano URL, alcune regole limitano i danni:

  1. ordine fisso dei parametri: colore=rosso&taglia=42 e taglia=42&colore=rosso devono diventare la stessa stringa;
  2. niente valori vuoti: ?colore=&taglia= non dovrebbe esistere;
  3. niente duplicati: lo stesso parametro non deve comparire due volte;
  4. nessun link a combinazioni senza risultati: le pagine vuote sono soft 404 in potenza.

Un approccio graduale per un catalogo esistente

  1. Estrai dai log quali URL con parametri ricevono più scansioni.
  2. Confronta con i dati di ricerca per capire quali combinazioni hanno domanda reale.
  3. Trasforma quelle in pagine dedicate con URL pulito.
  4. Rendi non seguibili i link dei filtri restanti.
  5. Blocca in robots.txt i parametri di ordinamento e di vista.
  6. Controlla nei mesi successivi che le scansioni si spostino sui prodotti.

In sintesi

  • I filtri combinabili possono generare milioni di URL a basso valore.
  • Indicizza solo le combinazioni con domanda di ricerca e prodotti sufficienti.
  • Trasforma le faccette utili in pagine con URL pulito e contenuto proprio.
  • Rendi non scansionabili, o blocca, ordinamenti e combinazioni inutili.
  • Mantieni un ordine fisso dei parametri ed evita pagine vuote.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

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