Cambiare dominio è una delle operazioni più delicate nella vita di un sito. Le ragioni possono essere ottime, un nuovo marchio, una fusione, un nome più breve, ma ogni URL che il motore conosceva deve trovare la sua nuova casa. Se il passaggio è pianificato bene, il calo temporaneo è contenuto e il traffico si riassesta; se è improvvisato, alcune sezioni possono sparire dai risultati per mesi.
Prima: l'inventario
Non si può migrare ciò che non si conosce. Il primo passo è raccogliere tutti gli URL che hanno un valore:
- URL indicizzati, ricavabili dagli strumenti per webmaster;
- URL presenti nelle sitemap attuali e in quelle vecchie;
- URL che ricevono link esterni, dagli strumenti di analisi dei backlink;
- URL che portano traffico, dalle statistiche degli ultimi dodici mesi;
- URL che compaiono nei log del server, inclusi PDF, immagini e file scaricabili;
- una scansione completa del sito attuale con un crawler.
L'unione di queste fonti, senza duplicati, è l'elenco su cui lavorare. Spesso emergono pagine dimenticate che ricevono ancora link importanti.
La mappa dei redirect
Per ogni URL dell'inventario si decide la destinazione sul nuovo dominio. La regola è semplice: ogni pagina va reindirizzata alla sua equivalente più vicina, non alla home.
| Vecchio URL | Nuovo URL | Tipo |
|---|---|---|
vecchio.it/servizi/consulenza |
nuovo.it/servizi/consulenza |
301 |
vecchio.it/blog/articolo-x |
nuovo.it/articoli/articolo-x |
301 |
vecchio.it/promo-2019 |
nuovo.it/offerte |
301 |
vecchio.it/pagina-obsoleta |
nessuna | 410 |
Se la struttura dei percorsi non cambia, basta una regola generale che sostituisce l'host mantenendo percorso e parametri. Se cambia anche la struttura, serve una tabella esplicita, almeno per le pagine con traffico o link.
Il consiglio pratico è di non cambiare troppe cose insieme. Dominio, struttura degli URL, design e contenuti nello stesso giorno rendono impossibile capire quale modifica ha causato un eventuale problema.
Preparare il nuovo dominio
Prima del passaggio, sul nuovo dominio:
- configura DNS, certificato HTTPS ed eventuale CDN;
- pubblica il sito in un ambiente protetto da password, non solo da noindex, per evitare indicizzazioni anticipate;
- verifica che canonical, hreflang, dati strutturati e sitemap usino già il nuovo dominio;
- aggiorna i link interni in modo che puntino direttamente ai nuovi URL;
- registra il nuovo dominio negli strumenti per webmaster e verificane la proprietà.
Controlla anche la storia del nuovo dominio, se è stato acquistato usato: un passato di spam o penalizzazioni è un problema da conoscere prima.
Il giorno del passaggio
La sequenza tipica è:
- rimuovi la protezione sul nuovo dominio;
- attiva i redirect 301 dal vecchio al nuovo, URL per URL;
- verifica a campione con curl o con il crawler che ogni vecchio URL arrivi alla destinazione in un solo salto;
- invia la nuova sitemap negli strumenti per webmaster;
- usa lo strumento di cambio di indirizzo, dove il motore lo prevede, per segnalare formalmente il trasferimento;
- mantieni attiva anche una sitemap con i vecchi URL per qualche settimana: aiuta il motore a scoprire rapidamente i redirect.
Scegli un momento di traffico basso e una giornata in cui le persone che conoscono il sito sono disponibili per intervenire.
Dopo: monitorare
Nelle settimane successive conviene controllare con regolarità:
- errori 404 sul nuovo dominio, che indicano link interni dimenticati o redirect mancanti;
- URL del vecchio dominio che rispondono 200 invece di redirigere;
- pagine indicizzate per entrambi i domini: il vecchio deve calare mentre il nuovo cresce;
- traffico per sezione, per accorgersi subito se una parte del sito non viene trasferita;
- log del server, per vedere quanto spesso i crawler visitano i vecchi URL.
Nel mio lavoro preparo prima del passaggio un foglio con gli URL più importanti e lo ricontrollo ogni giorno nella prima settimana: è il modo più rapido per accorgersi di un problema.
Quanto tempo tenere i redirect
Il più a lungo possibile. Un anno è un minimo ragionevole, ma i link esterni verso il vecchio dominio restano nel web per molto più tempo. Rinnovare il vecchio dominio e mantenere i redirect costa poco; lasciarlo scadere significa perdere quei link e rischiare che qualcun altro lo registri.
In sintesi
- Raccogli tutti gli URL di valore da più fonti prima di iniziare.
- Reindirizza ogni pagina alla sua equivalente, mai tutto alla home.
- Evita di cambiare dominio, struttura e design nello stesso momento.
- Segnala il trasferimento con sitemap e strumenti per webmaster, poi monitora 404 e indicizzazione.
- Mantieni il vecchio dominio e i suoi redirect per molto tempo.