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Funnel di conversione: come costruirlo e leggerlo bene

Come definire i passaggi di un funnel, scegliere tra funnel aperto e chiuso, calcolare i tassi di passaggio e trovare il punto in cui si perdono i visitatori.

Un funnel, o imbuto, descrive una sequenza di passaggi che un visitatore compie per raggiungere un obiettivo: vedere un prodotto, aggiungerlo al carrello, avviare il pagamento, completare l'ordine. A ogni passaggio qualcuno si ferma. Il funnel serve a capire dove si perdono le persone, così da concentrare gli sforzi nel punto che rende di più.

Definire i passaggi

Il primo lavoro non è tecnico ma concettuale: decidere quali passaggi contano. Alcune indicazioni:

  • pochi passaggi: da tre a sei di solito bastano; un funnel di dodici passaggi è difficile da leggere;
  • passaggi osservabili: ciascuno deve corrispondere a una pagina vista o a un evento registrato in modo affidabile;
  • ordine logico: ogni passaggio deve essere un prerequisito, almeno in pratica, del successivo;
  • stessa unità: si contano utenti o sessioni, non un misto dei due.

Un esempio per un sito che vende corsi online:

  1. pagina del corso vista;
  2. clic su «Iscriviti»;
  3. modulo dati compilato;
  4. pagamento avviato;
  5. pagamento confermato.

Leggere i numeri

Supponiamo di avere questi dati su un mese:

Passaggio Utenti Passaggio dal precedente Dal primo
Pagina corso 4.000 — 100%
Clic Iscriviti 600 15% 15%
Modulo compilato 420 70% 10,5%
Pagamento avviato 380 90% 9,5%
Pagamento confermato 250 66% 6,25%

Due colonne raccontano storie diverse. Il tasso dal primo passaggio dice quanto rende l'intero percorso. Il tasso dal precedente indica dove intervenire. Qui saltano all'occhio due punti: solo il 15 per cento di chi vede il corso clicca per iscriversi, e un terzo di chi avvia il pagamento non lo completa.

Il secondo dato merita attenzione immediata. Chi avvia il pagamento ha già deciso di comprare: perderne un terzo suggerisce un problema concreto, come metodi di pagamento mancanti, errori tecnici o costi aggiuntivi comparsi all'ultimo momento.

Funnel chiuso e funnel aperto

Gli strumenti di analytics offrono in genere due modalità:

  • funnel chiuso: conta solo chi entra dal primo passaggio. Chi arriva direttamente al terzo passaggio, per esempio con un link salvato, viene ignorato;
  • funnel aperto: chiunque raggiunga un passaggio viene contato da lì in poi.

Il funnel chiuso è più rigoroso per valutare un percorso specifico. Quello aperto rappresenta meglio la realtà quando le persone entrano da punti diversi. Usare la modalità sbagliata produce tassi gonfiati o sgonfiati senza che nessuno se ne accorga.

Finestra temporale

Bisogna decidere anche entro quanto tempo i passaggi devono avvenire. Nella stessa sessione? Entro sette giorni? Per un acquisto d'impulso la sessione basta. Per un servizio costoso molte persone tornano dopo giorni, e un funnel limitato alla sessione sottostimerebbe le conversioni. Con strumenti senza cookie persistenti, l'analisi è di solito limitata alla singola visita: va tenuto presente quando si interpretano i numeri.

Segmentare

Un funnel aggregato nasconde differenze importanti. Scomponilo almeno per:

  • dispositivo: un modulo scomodo da telefono crea un crollo visibile solo nel segmento mobile;
  • canale di provenienza: il traffico da campagne a pagamento può comportarsi diversamente da quello organico;
  • nuovi e ricorrenti, quando lo strumento lo consente.

Nel mio lavoro il caso più frequente è proprio questo: un funnel che sembra sano nel complesso e che, separato per dispositivo, rivela un passaggio quasi inutilizzabile da smartphone.

Dal numero alla causa

Il funnel dice dove, non perché. Per capire il perché servono altre fonti:

  • gli eventi di errore nei moduli, con il nome del campo che fallisce;
  • i log del server per gli errori tecnici durante il pagamento;
  • poche sessioni di test con utenti reali, osservandoli mentre completano il percorso;
  • una domanda breve a chi abbandona, quando è possibile porla senza essere invadenti.

Errori comuni

  • Passaggi definiti con eventi che si attivano anche in contesti diversi, gonfiando i numeri.
  • Confrontare funnel di periodi diversi dopo aver cambiato il sito senza annotarlo.
  • Ottimizzare il primo passaggio, il più grande in valore assoluto, invece di quello con la perdita più anomala.

In sintesi

  • Un funnel efficace ha pochi passaggi osservabili, in ordine logico e con un'unica unità di conteggio.
  • Il tasso dal passaggio precedente indica dove intervenire, quello dal primo misura il percorso intero.
  • Scegli consapevolmente tra funnel chiuso e aperto e definisci la finestra temporale.
  • Segmenta per dispositivo e canale: le medie nascondono i problemi.
  • Il funnel indica dove si perdono le persone; per capire perché servono errori, log e test con utenti.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

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