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Incrementalità: misurare l'effetto reale con i gruppi di controllo

Cos'è l'incrementalità, perché le conversioni attribuite non bastano e come stimarla con gruppi di controllo, test geografici e pause programmate.

Una campagna di email riporta duecento acquisti attribuiti. Sembra un successo, ma resta una domanda scomoda: quanti di quei duecento clienti avrebbero comprato comunque, anche senza ricevere l'email? La differenza tra ciò che è successo e ciò che sarebbe successo senza l'intervento si chiama incrementalità, ed è l'unica misura che dice davvero quanto vale un'azione.

Attribuzione e incrementalità

I modelli di attribuzione distribuiscono il merito delle conversioni tra i punti di contatto osservati. Non dicono però se quei punti di contatto le abbiano causate. Un esempio tipico è la pubblicità sul proprio marchio: chi cerca il nome dell'azienda e clicca sull'annuncio viene attribuito all'annuncio, ma molte di quelle persone sarebbero arrivate comunque dal risultato organico subito sotto.

Domanda Strumento
Quali canali toccano chi converte? attribuzione
Quante conversioni in più genera un canale? test di incrementalità

Le due misure rispondono a domande diverse e servono entrambe.

Il principio del gruppo di controllo

Il metodo più solido è lo stesso di un esperimento: si divide a caso il pubblico in due gruppi, uno riceve l'intervento e l'altro no. Poiché l'assegnazione è casuale, i due gruppi sono simili in tutto il resto, e la differenza nei risultati si può attribuire all'intervento.

Nel caso della newsletter:

  1. si estrae a caso una quota della lista, per esempio il 10 per cento, che non riceverà le email promozionali per un periodo stabilito;
  2. si confrontano gli acquisti per iscritto nei due gruppi nello stesso periodo;
  3. la differenza, moltiplicata per il numero di iscritti che ricevono le email, stima le vendite incrementali.

Se il gruppo che riceve le email compra il 4 per cento in più del gruppo di controllo, quello è l'effetto reale, non i duecento acquisti attribuiti.

Test geografici

Quando non si può controllare chi vede un intervento, come per la pubblicità su radio, affissioni o molte piattaforme pubblicitarie, si può lavorare per aree. Si scelgono zone simili per dimensione e andamento storico delle vendite, si attiva la campagna solo in alcune e si confronta l'andamento con le altre.

Richiede cautela: le aree non sono mai identiche, eventi locali possono disturbare il confronto, e servono volumi sufficienti in ciascuna zona. Per questo si usa spesso un periodo di osservazione prima del test, per verificare che le zone si muovano in modo simile quando nessuna è esposta.

Pause programmate

Il metodo più semplice, e più debole, è spegnere un canale per qualche settimana e osservare che cosa succede alle conversioni totali. Se non cambia nulla, il canale probabilmente produceva poco valore aggiuntivo. Il limite è che si confronta con il passato, quindi stagionalità e altri cambiamenti si confondono con l'effetto della pausa. È utile come prima indicazione, non come prova.

Che cosa serve

  • Volumi sufficienti. Se le conversioni sono poche, la differenza tra i gruppi sarà sommersa dal rumore. Conviene stimare in anticipo quanto deve essere grande l'effetto per essere rilevabile.
  • Una metrica decisa prima. Acquisti, ricavi, richieste qualificate: va scelta prima di vedere i risultati.
  • Un periodo stabilito. Fermare il test quando il risultato piace introduce una distorsione.
  • Costo dell'esclusione accettato. Il gruppo di controllo rinuncia all'intervento; se l'intervento funziona, si perde qualcosa. È il prezzo dell'informazione.

Errori frequenti

  • Scegliere il gruppo di controllo non a caso, per esempio tra gli iscritti meno attivi.
  • Lasciare che il gruppo di controllo riceva comunque l'intervento da un altro canale.
  • Leggere il risultato su un periodo troppo breve, ignorando gli acquisti che arrivano più tardi.
  • Generalizzare un risultato ottenuto in un periodo particolare, come le festività.

Come usarlo

Non serve testare tutto, sempre. Nel mio lavoro suggerisco di partire dal canale che costa di più o da quello su cui l'attribuzione sembra più ottimista, e di ripetere il test a distanza di qualche mese, perché l'incrementalità cambia quando cambiano offerta, pubblico e concorrenza.

In sintesi

  • L'incrementalità misura le conversioni in più rispetto a ciò che sarebbe successo comunque.
  • L'attribuzione mostra chi tocca il percorso, non che cosa causa la conversione.
  • Il gruppo di controllo casuale è il metodo più affidabile; i test geografici sono un'alternativa.
  • Decidi metrica, durata e volumi necessari prima di iniziare.
  • Inizia dal canale più costoso e ripeti il test nel tempo.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica, unisce il rigore dell'analisi tecnica all'attenzione per le persone che usano la tecnologia.

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